Giornalista professionista

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VANESSA QUINTO, GIORNALISTA PROFESSIONISTA. Redattore del Coordinamento del Tg1.

martedì 27 maggio 2014

Serata in memoria di Paolo Pioggia

E poi un collega, oggi amico, ti chiama per affidarti un evento culturale in memoria di suo padre: "uomo di cultura, cinema e televisione", come dice la locandina posta all'ingresso del teatro di Magliano Sabina.

Dediche celebri a Paolo Pioggia
Foto del "Marco Polo" 




Alfredo Graziani, sindaco di Magliano Sabina

Sen. Lucio D'Ubaldo


Accanto alla targa commemorativa

Lo sceneggiatore, scrittore e regista Carlo Bolli



L'organizzatore, l'imprenditore Luigino Lorenzoni







L'assessore alla Cultura Tino Pagliani
Il teatro comunale di Magliano Sabina






I GIORNALI:





Il Marco Polo:


Da Bruxelles a Potenza, in difesa delle donne

Forte dell'esperienze post-convegno europeo, vengo chiamata come relatrice ad un convegno lucano sulla violenza di genere.

Titolo del mio intervento:

Creo così un inimmaginabile asse Bruxelles-Potenza dove racconto cosa succede nel mondo: come la violenze sulle donne viene raccontata e giudicata nei diversi Paesi europei.

Il dato disarmante è che nei Paesi più sviluppati, quelli cioè con il welfare migliore, il numero di denunce è altissimo. Ovviamente, ciò non significa che in questi Paesi ci siano più violenze ai danni delle donne, ma che dove c'è maggior consapevolezza, c'è maggior coraggio e sicurezza nelle risposte; mentr lì dove non c'è uno Stato sociale reale, le donne credono di dover subire.
Stiamo parlano di un rapporto 1 a 70 dove 1 sta per la Bulgaria e 70 per la Svezia.





I GIORNALI:







I TELEGIORNALI:




Nemo propheta in patria

Vinco una borsa di studio per partecipare ad un seminario internazionale sulla violenza di genere.
Bene, buona notizia.
L'emozione di lavorare con colleghi provenienti da tutta Europa è resa ancor più grande dal luogo del convegno: il Parlamento Europeo!











Sulle punte di gesso

Questo è tutto un capitolo a parte.

La videochat con Roberto Bolle ha portato la mia memoria al vecchio amore: la danza classica.

Musica, concentrazione, equilibrio, sudore.
I saggi, il teatro, la voce di mio fratello che a tre anni mi chaima dal fondo della sala.
Ancora ricordo le farfalle nello stomaco e gli esercizio per il collo del piede. La maestra, la signora Costa, criticava qualsiasi cosa non rispecchiasse la perfezione accademica che la disciplina prevede: un toupet troppo alto, un ciuffo ribelle o l'elastico rosa delle scarpette che solo poche mamme sapevano cucine nel verso giusto... e la mia era tra queste.
L'odore del parquet riempiva la sala ed il suo rumore faceva da contrappunto ai tasti del pianoforte, poi tristemente sostituito da un mangianastri...
Gli esami a fine anno facevano più paura di quelli scolastici, ma la gioia del saggio ripagava di tutto. L'occhio di bue si accendeva e tu lì, accecata dalla luce, ripetevi quella coreografia che avevi impiegato mesi ad imparare, temendo che un passo fuori posto sarebbe stato scoperto da qualsiasi persona seduta in platea, ignara del fatto che tutte le mamme, i papà, le zie, le nonne ed i nonni seduti in sala fossero lì, emozionati ed orgogliosi, per il solo fatto di vedere la propria bimba esibirsi in un teatro importante, ignorando la differenza tra un plié e un demi-plié o persino l'esistenza del rond de jambe.
Un battemente [pr. battmàn], per il pubblico presente, non avrebbe potuto essere altro che il supereroe pipistrello, ma per noi no: era il motivo di 9 mesi di studio...
Che meraviglia! Mi mancano i body con il gonnellino, le calze rosa e quella treccina di velluto che, con orgoglio, dichiaravamo "azzurra": l'appartenenza ad un corso specifico, quello della maestra Costa.

Chissà perchè poi ho smesso.
La fine di un ciclo. La paura di farlo diventare una professione. L'idea che fosse una scelta da contrapporre a quella di frequentare il liceo classico...
Comunque è tutto parte di me. Un'eredità che porto sempre dentro: nella camminata, nella postura, nell'equilibrio, nel senso di disciplina e nel desiderio di grazia che probabilmente non ho, ma che continuo a sognare.





Programma dei saggi 1985 - 1986

Programmi dei saggi 1987 - 1988

Programma saggi 1989 - 1990

La prima lezione 1984

L'ultimo saggio 1990